Bilancio Idrico

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Il bilancio idrico rappresenta l’indispensabile strumento conoscitivo con il quale regolare la gestione della risorsa idrica; esso contiene, infatti, gli elementi per l’organizzazione dell’assetto dei prelievi, sia superficiali che sotterranei, in un quadro tecnico unitario. Più complessivamente, il bilancio costituisce la base scientifica definita sulla quale costruire, non solo le azioni ordinarie e strategiche volte al perseguimento degli obiettivi di qualità e quantità, ma più in generale tutte le politiche di sviluppo del territorio che incidono sull’ambiente e sull’uso delle risorse naturali.

La Direttiva Europea 2000/60/CE del 23 ottobre 2000 ha istituito un quadro di azioni finalizzate alla protezione delle acque superficiali, di transizione, costiere e sotterranee, al fine di impedire il deterioramento ulteriore dello stato degli ecosistemi acquatici e terrestri, proteggere e migliorare lo stesso sotto il profilo del fabbisogno idrico e agevolare un utilizzo sostenibile delle acque fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili.

Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale”, emanato in attuazione della suddetta Direttiva, riconosce alle Autorità di bacino, come già la legge 4 gennaio 1994, n. 36 la competenza a definire il bilancio idrico. In tale disposizione viene altresì attribuito alle Autorità di bacino, al fine di assicurare l’equilibrio tra risorse e fabbisogni, il compito di “adottare, per quanto di competenza, le misure per la pianificazione dell'economia idrica in funzione degli usi cui sono destinate le risorse”.

Attività previste per la predisposizione del bilancio idrico

Il programma preliminare di attività per la predisposizione del bilancio idrico di un qualsivoglia bacino prevede le attività di seguito elencate:

  1. collaborazione nella definizione di un programma di lavoro operativo di dettaglio che, nell’ambito del programma preliminare di attività delineato dall’Autorità di Bacino, individui le attività e le fasi di svolgimento della ricerca, necessarie alla raccolta, elaborazione e analisi dei dati per la definizione del bilancio idrico, all’aggiornamento del D.M.V. più idoneo alla quantificazione del bilancio idrico del bacino e alla predisposizione del relativo Piano di Gestione di cui alla Direttiva 2000/60/CE;

  2. acquisizione e approfondimento del quadro conoscitivo di partenza;

      • Raccolta dati: Riorganizzare ed aggiornare il quadro conoscitivo di riferimento di base necessario per le attività successive. In questo ambito si svolge dapprima uno studio delle principali caratteristiche geomorfologiche, litologiche, orografiche e di altri tematismi che in ogni caso hanno una certa influenza sul regime idrologico, idraulico e sedimentologico del corso d'acqua. In una seconda fase vengono raccolti ed analizzati i dati necessari per la caratterizzazione del regime idrologico ed idrogeologico del bacino idrografico del fiume in questione, con particolare riferimento alla pluviometria, termometria e idrometria. Infine si passa alla raccolta ed elaborazione dei dati sugli utilizzi della risorsa idrica cercando anche di ricostruirne la sua evoluzione nel tempo.

        • Dati territoriali: Vengono raccolte e predisposte per l'elaborazione le principali cartografie di riferimento necessarie per caratterizzare il bacino del fiume dal punto di vista idrologico e idrogeologico già a disposizione presso l'Autorità, ed in particolare:

          – modello digitale del terreno;

          – carta geologica;

          – carta litologica;

          – carta idrogeologica;

          – carta dell'uso del suolo;

          – reticolo idrografico;

          – carta della permeabilità;

          – carta del Curve Number.

        • Dati Idrometeorologici: Per la caratterizzazione del regime climatico vengono raccolti una serie di dati pluviometrici e termometrici . Allo stesso tempo vengono raccolti i dati disponibili sui deflussi. I dati raccolti diventano quindi oggetto di un'elaborazione preliminare per verificarne la consistenza e la loro distribuzione spaziale e temporale in modo da selezionare quelli da utilizzare per le successive elaborazioni. Tali dati sono inseriti in un apposito database, in formato DSS, in modo da consentirne il loro utilizzo dai software che saranno utilizzati nelle fasi successive.

        • Dati Utilizzi della Risorsa Idrica: Per ricostruire l'utilizzo della risorsa idrica nel bacino del fiume vengono richiesti a tutti gli Enti pubblici e privati che si occupano della gestione della stessa risorsa i dati sui prelievi e sulle restituzioni di acqua all'interno del bacino. In particolare alle province sono stati richiesti anche i dati sulle concessioni attualmente in essere che riguardano i prelievi e gli scarichi.

        • Studi disponibili: vengono raccolti e consultati una serie di studi che nel passato sono stati condotti sulla risorsa idrica del bacino del fiume.

  1. raccolta, elaborazione e analisi critica dei dati necessari alla predisposizione del bilancio idrico, alla valutazione del D.M.V. in relazione alle metodologie che saranno individuate per la quantificazione del bilancio idrico e alla predisposizione del relativo Piano di Gestione di cui alla Direttiva 2000/60/CE;

      • Modello Idrologico: Sulla base di quanto premesso viene predisposto un modello di calcolo allo scopo di ricostruire il bilancio idrologico nel bacino del fiume. La procedura utilizzata per la ricostruzione del bilancio idrologico prevede l'implementazione di un modello numerico di simulazione, basato sul software HEC-HMS, I dati relativi alle serie temporali sono archiviati in file in formato Data Storage System (DSS), la scrittura e la lettura dei dati vengono gestiti dal programma stesso in maniera del tutto trasparente.

        Una volta identificati i sottobacini in cui suddividere il bacino idrografico oggetto di studio e il loro sistema di connessione si passa all'inserimento dei dati nel software HEC-HMS e precisamente nel modulo dedicato alla schematizzazione fisica del bacino e quindi per ogni fase della trasformazione afflusso-deflusso occorre selezionare il metodo di utilizzo e quindi inserire I parametri necessari per quel metodo.

  1. determinazione della condizione di equilibrio del bilancio idrico;

    Al fine di predisporre il bilancio idrico è necessario una volta valutata la risorsa idrica naturale disponibile, attraverso il bilancio idrologico, applicare ad essa l'impatto antropico dovuto ai prelievi ai fini potabili, irrigui ed industriali ma anche agli scarichi ed a eventuali trasferimenti d'acqua anche interni o esterni al bacino.

  2. caratterizzazione dei corpi idrici;

  1. caratterizzazione della rete idroelettrica del bacino ;

  1. valutazione delle risorse idriche;

  1. accertamento delle condizioni naturali e di quelle modificate per effetto degli usi antropici;

  2. definizione e quantificazione di tutte le derivazioni sia esterne al bacino che rientranti, proparte, nel bacino;

  3. definizione e quantificazione dei prelievi di acque sotterranee per i vari utilizzi (idropotabile, industriale, agricolo, ecc.)

  4. bilancio dei prelievi in rapporto alle valutazioni idrodinamiche degli acquiferi e, principalmente, al quadro dell’equilibrio idrogeologico rappresentato dall’andamento delle isopieze;

  5. determinazione dei fabbisogni idrici e dei costi relativi;

  6. aggiornamento del D.M.V. :

    Il DMV è stato introdotto nel quadro legislativo nazionale dalla legge 183/1989 (art. 3, comma 1, lettera i) e successivamente è stato ripreso dal D.Lgs. 275/1993, dalla legge 36/1994, dal D.Lgs. 152/1999 e, infine, dal recente D.Lgs. 152/2006 di recepimento della Direttiva Europea sulle Acque 2000/60. Il DMV è la portata minima necessaria per ogni tronco omogeneo del corso d’acqua a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico e chimico-fisiche delle acque, nonché per mantenere le biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali.

 

 

 

 

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