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ANALISI DEL RISCHIO IDRAULICO NEL BACINO DEL FIUME LATO E DELLA LAMA DI LENNE Bari - Novembre 2004 MODELLISTICA IDRAULICA (download) Un evento alluvionale di notevole entità, l’8 settembre 2003, ha interessato estensivamente (più di 1.000 kmq colpiti) il versante occidentale della provincia di Taranto ed in particolare i comuni di Palagiano, Palagianello, Mottola, Castellaneta, Massafra e la frazione di Taranto Lido Azzurro. Nella figura successiva la perimetrazione delle aree allagate a seguito dell'evento alluvionale. ![]() Nell'ambito della redazione del Piano di Bacino Stralcio per l'Assetto Idrogeologico (PAI), i bacini del fiume Lato e della Lama di Lenne, sono stati individuati quali bacini pilota per condurre un'analisi di dettaglio del rischio idraulico finalizzata alla perimetrazione delle aree soggette a diversa probabilità di esondazione ed alla individuazione delle tipologie di interventi da realizzare per la mitigazione del rischio idraulico. In primo luogo è stato predisposto, con l'ausilio del software HEC HMS, un modello idrologico del bacino idrografico che è servito per determinare le caratteristiche degli idrogrammi di piena attesi con diversi tempi di ritorno lungo il reticolo di drenaggio. I risultati ottenuti (idrogrammi di piena) sono stati inseriti nel modello idraulico implementato con l'ausilio del software HEC RAS. Per l'implementazione di questo modello sono state utilizzate circa 430 sezioni dei corsi che sono state oggetto di un rilievo topografico di dettaglio. Lo studio idraulico che viene di seguito brevemente descritto ha lo scopo di individuare le principali criticità del reticolo idrografico della zona ed individuare quindi un piano organico di interventi per la soluzione di tali criticità al fine della mitigazione del rischio idraulico nella zona. ![]() ![]() Nel seguito vengono descritte le principali fasi che compongono la modellazione idraulica ed in particolare:
Rilievo plano-altimetrico del reticolo idrografico principale E’ stata realizzata dapprima una rete di inquadramento geodetico delle aste fluviali oggetto di studio, costituita da 33 punti fiduciari principali, materializzati e rilevati. Il rilievo dei capisaldi della rete è stato eseguito con la tecnica del GPS in modalità statica utilizzando come riferimento 3 capisaldi IGM presenti nella zona. Per ogni caposaldo è stata realizzata una monografia completa di planimetria di dettaglio e fotografie relative all’ubicazione del punto. In una seconda fase è stato eseguito il rilievo topografico di dettaglio delle aste fluviali. In tale ambito è stato rilevato un totale di 423 sezioni trasversali dei corsi d’acqua, 124 sezioni nel bacino idrografico del fiume Lato e 299 nel bacino della Lama di Lenne.
In una seconda fase, i dati planimetrici derivanti dal rilievo topografico di cui sopra sono stati integrati con i dati della Cartografia Tecnica Regionale (CTR) in scala 1:5.000 della zona che è stata di recente prodotta e messa a disposizione dell’Autorità di Bacino dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Taranto. Tale integrazione dei dati ha permesso di costruire un modello digitale del terreno (TIN) nella zona oggetto di studio di grande dettaglio. Tale modello digitale è stato utilizzato quindi come base per la predisposizione dei dati topografici da introdurre nel modello idraulico e nella interpretazione dei risultati ottenuti dallo stesso modello.
Schema del modello idraulico
La schematizzazione adottata è prevalentemente quella relativa al tradizionale moto permanente monodimensionale, solo nel tratto terminale del fiume Lato si è utilizzata una modellistica a moto vario in quanto si è ritenuto che in tale zona i fenomeni esondativi e quindi gli effetti di laminazione ad essi dovuti, assumono particolare importanza per cui la schematizzazione in moto permanente non sarebbe stata aderente alla realtà.
![]() ![]() Una complessità è legata alla necessità di schematizzare il fenomeno dell'esondazione dal corso d'acqua come un trasferimento di volumi dal canale alle zone circostanti che vengon schematizzate come celle idrauliche. La delimitazione di tali celle idrauliche è fatta in funzione della morfologia della zona e soprattutto della presenza di ostacoli naturali come rilevati stradali e ferroviari. Il Canale è messo in comunicazione con le celle idrauliche che lo contornano tramite degli sfiori posti in prossimità dei punti dove l'argine risulta più basso. Le celle idrauliche sono messe in comunicazione le une con le altre tramite delle connessioni idrauliche poste in corrispondenza delle discontinuità nei rilevati stradali e ferroviari che le dividono. Sia per gli sfiori che per le connessioni idrauliche è necessario definire le principali caratteristiche, in pratica larghezza e quota. Entrambi permettono di scambiare volumi d'acqua nei due sensi. Di seguito sono rappesentati alcuni risultati ottenuti dal modello idraulico descritto in precedenza. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Per meglio illustrare la schematizzazione idraulica descritta in precedenza si riporta, a scopo unicamente didattico, una versione semplificata del modello idraulico da utilizzare con il software HEC RAS. - MODELLO IDRAULICO SEMPLIFICATO A MOTO VARIO IN HEC RAS |